Nel corso del seminario Heki tenutosi dal 18 al 22 marzo a Casorate Sempione il maestro Kurosu ci ha mostrato alcuni kata del tiro da guerra.
Contrariamente a quanto comunemente si ritiene, nelle battaglie tra samurai non era la spada a fare il maggior numero di vittime bensì l’arco. Solo il 20% dei nemici veniva infatti ucciso o ferito con la katana. Ciò avveniva perché era con l’arco che si cominciavano le battaglie e capitava spesso che il prevalere, in questa fase della battaglia, di una o dell’altra fazione in lotta inducesse quella che stava subendo le maggiori perdite a ritirarsi prima ancora di arrivare al combattimento corpo a corpo.
L’arco veniva utilizzato in battaglia in diversi modi. Si cominciava con il tiro a pioggia a lunga distanza. Una prima freccia rumorosa veniva innanzitutto lanciata da un arciere. Tutti gli altri seguendo il suono della prima scoccavano le loro nella stessa direzione facendo giungere una micidiale pioggia di frecce sul bersaglio designato.
Dopo la pioggia di frecce gli arcieri si avvicinavano al nemico e continuavano a scoccare frecce a una distanza sempre minore. Questo è il tiro cui si riferiscono le foto che potete vedere in questo articolo.
Infine, a distanza molto ravvicinata, l’arco poteva anche essere utilizzato per colpire l’avversario attraverso la sua punta alla quale veniva fissata una lama (Uchine).









