E’ attivo il nuovo sito dell’Associazione Italiana per il Kyudo. L’A.I.K., alla quale il nostro gruppo è affiliato, è l’unica organizzazione riconosciuta in Italia dagli organismi internazionali IKYF (International Kyudo Federation) ed EKF (European Kyudo Federation).
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Nuovo sito dell’A.I.K. - Associazione Italiana per il Kyudo
Giovedì, 29 Ottobre 2009Tekimae (Tiro da guerra)
Domenica, 29 Marzo 2009Nel corso del seminario Heki tenutosi dal 18 al 22 marzo a Casorate Sempione il maestro Kurosu ci ha mostrato alcuni kata del tiro da guerra.
Contrariamente a quanto comunemente si ritiene, nelle battaglie tra samurai non era la spada a fare il maggior numero di vittime bensì l’arco. Solo il 20% dei nemici veniva infatti ucciso o ferito con la katana. Ciò avveniva perché era con l’arco che si cominciavano le battaglie e capitava spesso che il prevalere, in questa fase della battaglia, di una o dell’altra fazione in lotta inducesse quella che stava subendo le maggiori perdite a ritirarsi prima ancora di arrivare al combattimento corpo a corpo.
L’arco veniva utilizzato in battaglia in diversi modi. Si cominciava con il tiro a pioggia a lunga distanza. Una prima freccia rumorosa veniva innanzitutto lanciata da un arciere. Tutti gli altri seguendo il suono della prima scoccavano le loro nella stessa direzione facendo giungere una micidiale pioggia di frecce sul bersaglio designato.
Dopo la pioggia di frecce gli arcieri si avvicinavano al nemico e continuavano a scoccare frecce a una distanza sempre minore. Questo è il tiro cui si riferiscono le foto che potete vedere in questo articolo.
Infine, a distanza molto ravvicinata, l’arco poteva anche essere utilizzato per colpire l’avversario attraverso la sua punta alla quale veniva fissata una lama (Uchine).
Il kyudo club Torino su “Come va?”
Giovedì, 22 Gennaio 2009
Conoscete “Come va?”. E’ il giornale della comunità giapponese italiana. Viene pubblicato in Italia ma è interamente scritto in giapponese e si rivolge principalmente ai giapponesi residenti in Italia. Si tratta di una pubblicazione mensile.
Questo mese “Come va?” ha pubblicato un articolo sul Kyudo Club Torino!!!
Il giornale è reperibile gratuitamente nei consolati e ambasciate giapponesi in Italia, in alcuni ristoranti giapponesi e in alcuni negozi di alimentari giapponesi.
Heki Ryu Insai Ha
Giovedì, 27 Novembre 2008Nella nostra associazione viene praticato il kyudo della scuola Heki Ryu Insai Ha. Heki Ryu significa scuola Heki (mome del fondatore della scuola). Heki Danjo Masatsugu, vissuto in Giappone dal 1443 al 1502 è una figura fondamentale nella storia del kyudo (tiro con l’arco giapponese). Insai Ha significa “ramo Insai”. Si tratta quindi di una delle ramificazioni in cui la scuola Heki originale si sviluppò, che prende il nome da un altro grande arciere Yoshida Issuiken Insai (1561-1638).
La tecnica di tiro della scuola Heki deriva direttamente dai tiro utilizzato in battaglia dai samurai. Trattandosi di un tiro da guerra era importante non solo colpire il bersaglio ma anche farlo con una forza tale da perforare l’armatura del nemico. Per questo motivo la tecnica si è affinata per garantire la massima efficacia possibile.
In tempi moderni studi, portati avanti dal Maestro Inagaki e successivamente dal Maestro Mori Toshio presso l’università di Tsukuba in Giappone, hanno confermato scientificamente l’efficacia della tecnica di tiro adottata dalla scuola Heki.
Anche se già da diversi secoli l’arco giapponese non è più utilizzato come arma, continua ad essere di importanza fondamentale, per chi pratica il kyudo della nostra scuola, colpire costantemente, con precisione ed enegia il bersaglio.
GARA NAZIONALE ENTEKI
Martedì, 30 Settembre 2008Domenica 21 settembre 2008 si è tenuto il Memorial Luciano Pomati, gara nazionale di kyudo enteki organizzata dal Kenzan dojo di Casorate Sempione. L’enteki è il tiro a lunga distanza. Si tira a 60 metri anzichè a 28 come avviene abitualmente all’interno di un dojo (tiro kinteki).
Il Kyudo Club Torino ha ottenuto un eccellente risultato con la vittoria di Diana (14 centri su 20 frecce) e il terzo posto di Claudio (9 centri su 20 frecce).
Kyudo
Lunedì, 14 Luglio 2008Il Kyudo, nel rispetto dell’antica tradizione giapponese, si pratica secondo un preciso rituale che prevede una sequenza di movimenti, Kata, apparentemente cerimoniali, in realtà funzionali a raggiungere la coordinazione necessaria al corretto sgancio della freccia verso il bersaglio.
I gesti degli arcieri che aprono l’arco si ripetono uguali ad ogni tiro, ampi ed equilibrati, armonici, decisi. Praticando in modo costante, lo spirito e il corpo vengono a trovarsi nella pienezza e, al momento dello sgancio, chi osserva vede la freccia separarsi naturalmente dall’arco.
L’aver centrato o meno il bersaglio è la verifica di quanto ogni arciere sia realmente presente a sé stesso, preciso e attento nei gesti, deciso nella realizzazione.
Il Kyudo si pratica con un arco molto lungo dalla particolare forma assimetrica, risultato dell’evoluzione, operata dalla tradizionale arceria giapponese, delle forme più antiche usate per caccia e guerra.
Tradizionalmente costruito con lamine di bambù e strati di legno di gelso, l’arco viene oggi fabbricato anche con fibre sintetiche, disposte comunque secondo le antiche tecniche. Le frecce, inn bambù o in alluminio, sono notevolmente lunghe, data l’ampia apertura dell’arco giapponese. L’attrezzatura è completata da un guanto in pelle, caratterizzato dal pollice rigido che trattiene la corda fino al momento dello sgancio.
L’attività del Kyudo è niziata in Italia circa 20 anni fa sotto l’impulso del Maestro Inagaki Genshiro, caposcuola della Heki Ryu Insai Ha. La scuola Heki fonda le sue origini nell’antica tradizione marziale delle tecniche di combattimento dei primi secoli di questo millennio.











